
Anche se lentamente, nei prossimi mesi i servizi di infrastruttura cloud faranno progressi. Verranno rilasciate nuove piattaforme, saranno sviluppate nuove interfacce di programmazione delle applicazioni (API) e il cloud privato inizierà a farsi strada in azienda.
Allo stesso tempo, le imprese cominceranno a utilizzare il cloud per effettuare test su software e applicazioni, per il disaster recovery e per attivare nuovi siti Web. Ma il progresso e la crescita del settore saranno incrementali e marginali rispetto al mondo dell'informatica in generale.
A fronte di questo panorama, ecco alcune previsioni specifiche, stilate a seguito di discussioni con esperti del settore, per sapere che ne sarà del cloud computing da qui al dicembre del 2010.
L'aumento delle applicazioni
Quest'anno, la crescita più rilevante delle applicazioni cloud la si avrà
nell'ambito dei test del software, dell'analisi dei dati, del disaster recovery
e delle campagne email. Anche altri tipi di applicazioni vedranno una certa
crescita, ma saranno ostacolati da aspetti inerenti sicurezza e problemi di
integrazione.
L'anno della piattaforma
Il Platform as a Service (PaaS) inizierà a diventare un settore rilevante nel
cloud. Anche se continuerà a rimanere un ambito più limitato rispetto all'Infrastructure
as a Service (IAAS) e al Software as a Service (SaaS), mostrerà un tasso di
crescita più elevato. In questo senso, un grosso contributo lo si avrà dal
rilascio di Microsoft Azure e dai milioni di programmatori .NET che sono pronti
a supportarlo.
Force.com di Salesforce.com avrà sempre più importanza in azienda, mentre Intuit QuickBase si rivelerà particolarmente interessante per quelle piccole imprese che già utilizzano le sue applicazioni. Servizi come Heroku e Engine Yard avranno un uso più ampio tra gli sviluppatori Ruby on Rails.
I più grandi fornitori di middleware e system management faranno acquisizioni di alto profilo di società PaaS al fine di estendere la propria attività. Ciò contribuirà ad avviare lo sviluppo e la distribuzione del software e di framework di management che possono girare su cloud privati, pubblici o ibridi. Una delle sfide che emergerà sarà la proliferazione delle interfacce di programmazione. Le applicazioni saranno legate a specifiche piattaforme.
Arriva il cloud privato
Il cloud privato inizierà a guadagnare interesse, perché nel corso dell'anno
dovrebbe consentire alle aziende di sfruttare la tecnologia cloud con maggiore controllo
sulla sicurezza e sulla compliance. I potenziali utenti saranno attratti da una
migliore automazione e dalla possibilità di agire in modalità self-service, ma
questi "early adopters" si scontreranno con decisioni impegnative e con
i problemi di integrazione dovuti a una generale mancanza di standard.
Con l'adozione di tecnologie cloud private, i manager inizieranno ad avere una certa confidenza con l'uso delle tecnologie cloud all'interno delle loro aziende. Come risultato, si inizierà a guardare più seriamente al rapporto costi/benefici del cloud privato rispetto al cloud pubblico. Altre iniziative saranno intraprese per verificare le promesse del cloud in termini di risparmio dei costi e capacità di fornire rapidamente funzionalità.
L'accettazione del cloud ibrido
Le aziende inizieranno a dare uno sguardo più serio alla realizzazione del cloud
ibrido che meglio integra le applicazioni aziendali esistenti con quelle cloud-based.
GoGrid ha già annunciato un servizio ibrido e molti altri saranno lanciati nel
corso del 2010 da parte dei principali provider cloud.
La proliferazione dei diversi servizi porterà alla nascita di differenti modelli progettati per soddisfare le esigenze delle più svariate aziende. La maggior parte non si rivelerà molto funaionale, ma i modelli che emergeranno aiuteranno a equilibrare in modo efficace le esigenze di sicurezza, conformità e di risparmio sui costi. Anche se i sistemi ibridi finiranno per dominare il cloud, si scontreranno nei prossimi anni con problemi di integrazione dei sistemi.
La sicurezza resta la principale delle preoccupazione
Per il cloud computing, la preoccupazione numero uno continuerà a essere la
sicurezza. E ci vorrà molto tempo prima che le imprese accettino di lasciare i dati sensibili su Internet. Il flusso
record dei dati delle carte di credito clonate e le violazioni della privacy faranno
stare all'erta i data manager riguardo la possibilità di perdere l'accesso
fisico ai propri server.
Durante tutto l'anno, saranno annunciate attività volte a migliorare gli standard e le policy per la sicurezza nel cloud e ci saranno molti miglioramenti nella sicurezza delle offerte di cloud.
In questo senso, i recenti sforzi da parte della Cloud Security Alliance e dell'European Network and Information Security Agency aiuteranno molto, ma ci vorrà ancora qualche anno prima che i dati sensibili acquistino fiducia nel cloud.
La nascita delle botnet
In Amazzonia, è stata recentemente scoperta la prima botnet nel cloud. In
questo caso, il cloud è stato utilizzato per distribuire malware utilizzato per
carpire le coordinate bancarie dei consumatori.
Nel 2010, si avrà notizia di diversi eventi su larga scala in cui le infrastrutture cloud saranno utilizzate per controllare botnet o per raccogliere dei dati attraverso computer compromessi. Ci sarà sicuramente almeno un caso in cui un'applicazione cloud-based verrà utilizzata per generare automaticamente nuove pagine Web ottimizzate "on the fly" per catturare il traffico creato da Google in corrispondenza dei termini più frequentemente cercati.
Nel frattempo, con la crescita dei profitti derivanti dalla criminalità su Internet basata sulle nuove tecnologie, i cracker costruiranno infrastrutture più grandi e simili al cloud.
Le guerre alle API
Il numero di API Cloud continuerà a crescere per almeno un altro anno. L'anno
scorso ha visto l'uscita di Citrix Xen Cloud, VMware VCloud e Red Hat Delta
Cloud. Amazon, tuttavia, controlla ancora questa arena grazie alla popolarità
dell'Amazon Web Services API. Nel 2010, Distributed Management Task Force
(DTMF) rilascerà un'altra API creata dai suoi membri (che non comprendono
Amazon).
La bolla non è scoppiata...ancora
Gli investitori rischiano di portare eccessivi capitali nel cloud e le start-up
approfitteranno di questa situazione e riverseranno nel cloud tali capitali per
sfruttare al meglio la "moda" che si è venuta a creare. Tutto questo porterà inevitabilmente
a una bolla e diverse società di tecnologia cloud ad alto profilo si
ritireranno dal business. Ma ci vorrà almeno ancora un anno o due prima che la
bolla del cloud scoppi.
