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Informatica "as a Service", questa sconosciuta
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Informatica "as a Service", questa sconosciuta
Il 45% delle Pmi italiane ha una comprensione superficiale del fenomeno, il che ne limita l'adozione. Il 20% ha comunque dimostrato un certo interesse verso le applicazioni fruibili come servizio in abbonamento. L'analisi della School of Management del Politecnico di Milano
15 Aprile 2010

Le Pmi italiane sono interessate alle soluzioni It in modalità "as a Service" ma ci sono alcuni gap da colmare che condizionano pesantemente il mercato. E' questo il messaggio forte che emerge dall'Osservatorio Ict & Pmi della School of Management del Politecnico di Milano, giunto alla settima edizione e che ha riguardato oltre 1.000 aziende italiane fra 10 e 500 addetti.

"Circa il 20% delle piccole e medie imprese ha dimostrato interesse verso almeno un'applicazione as a Service e circa il 30% verso un servizio di infrastruttura as a Service - ha spiegato Raffaello Balocco, responsabile scientifico dell'Osservatorio - ma sono diversi i fattori che incidono sull'adozione" .

I freni all'adozione
Il primo è rappresentato dalla qualità dell'offerta, sia in termini di maturità delle soluzioni che di qualità dell'offerta.

Il secondo è il livello di conoscenza delle Pmi italiane sul mondo as a Service. "La comprensione del fenomeno è oggi molto superficiale, aggravata poi da una persistente ambiguità nei concetti e nelle terminologie adottate" commenta Balocco. Giusto per dare un'idea, Il 45% del campione ha una scarsa conoscenza delle soluzioni presenti sul mercato e molti non hanno intenzione di adottarla semplicemente perché non sanno di cosa si tratta.

Il terzo è un gap di infrastruttura: non si può pensare di usare un modello as a Service senza disporre di connessioni a banda larga che garantisco un elevato livello di servizio. E anche qui fa riflettere il fatto che se il l 59% usa l'Adsl, un 8% usa ancora l'Isdn in alcune sedi e il 3% non ha nemmeno una connessione.

Le applicazioni fruibili come servizio
Fra le aziende che si sono dette interessate all'adozione futura di almeno un'applicazione as a Service a fare la parte del leone sono i pacchetti semplici per l'amministrazione e la contabilità (interessano nel 40% dei casi). Queste sono tipiche applicazioni che si prestano a essere usate in modalità as a Service, visti i continui aggiornamenti normativi che possono quindi essere gestiti esternamente.

A seguire troviamo la gestione documentale, la Unified Communication e il Crm (tutti al 25%), la Business Intelligence (20%) e la gestione degli acquisti (15%). Solo il 5% ha invece dimostrato interesse nell'office automation in modalità as a Service.

"La Business Intelligence - commenta Balocco - è cresciuta molto fra le Pmi. Viene usata nel 44% delle aziende con più di 250 dipendenti contro il 29% del 2007". In effetti, la Bi risolve un problema diffuso fra gli executive, ovvero quella della dispersione delle informazioni su molteplici database che rende difficile un'aggregazione a livello di cruscotto a supporto del processo decisionale. "Abbiamo osservato comunque un bassissimo utilizzo della Bi in modalità as a Service, principalmente per il fatto che c'è un grossa difficoltà di integrazione fra applicazioni e database differenti"

Hardware as a Service
Per quanto riguarda l'hardware, quasi il 30% delle Pmi italiane è interessata all'adozione di un servizio infrastrutturale as a Service, principalmente in ambito storage (76%), sicurezza (55%) e capacità elaborativa (42%). "L'hardware as a Service è più semplice di quello applicativo - spiega Balocco - ma ha comunque una diffusione molto bassa fra le Pmi e viene soprattutto usato a livello di test".

Il livello di informatizzazione delle Pmi
Infine una nota sul livello di informatizzazione delle Pmi. Dalla ricerca si evince che cresce l'uso di Erp e gestionali "evoluti" (diffusione oltre il 30%) e del Crm (oltre il 25%), segno che le aziende italiane stanno (lentamente) procedendo verso un livello più sviluppato di informatizzazione.

Ma va anche detto che il 42% continua a usare gestionali "semplici" (che gestiscono poche attività quali amministrazione e contabilità, con un'estensione limitata della copertura dei processi) e che il 9% non usa ancora nessun pacchetto (meglio comunque del 12% del 2007). Insomma la strada da percorrere è ancora lunga, prova ne che è che il numero di desktop e di server per utente non è cambiato rispetto a 3 anni fa.

Il Sole 24 ORE S.p.A.

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