
A questo proposito risulta utile individuare, all'interno della catena del valore ICT, quelle attività che possono essere delegate al fornitore esterno. Ma come fare? Un aiuto arriva dalla School of Management del Politecnico di Milano che ha realizzato uno schema che identifica tre macroclassi: Governo, Sviluppo ed Esercizio
- Per Governo si intende l'insieme dei processi decisionali per allineare l'ICT al business dell'azienda.
- L'Esercizio fa riferimento a quelle attività di manutenzione (evolutiva e correttiva) sia per l'area infrastruttura che applicativa
- Lo Sviluppo invece attiene a quei processi di innovazione e di rinnovamento
che riguardano le applicazioni e le infrastrutture.

Per ognuna di queste attività si può definire una scala - da “tutto interno” (In) a “completa esternalizzazione (Out) - che individua il “profilo di sourcing”, ovvero l'attitudine dell'azienda nei confronti dell'esternalizzazione delle attività. Per farlo basta indicare sull'asse delle ordinate la percentuale fra In e Out (il 50% sta esattamente nella metà dell'asse).
In base all'esperienza del Politecnico, esistono 4 profili (Integrato, Gestione, Sviluppo Acquisto), visualizzati nello schema in basso, che sintetizzano l'attitudine dell'azienda nei confronti del make or buy.

Questo schema ha il vantaggio di risultare molto utile in ambito sourcing, ma non è l'unico a rappresentare la catena del valore ICT, come sottolineano i responsabili degli osservatori del Politecnico. Itil e CobiT sono ad esempio degli standard per la gestione dei processi ICT largamente diffusi e accettati.
L'Itil (Information Technology Infrastrutture Library), sviluppato alla fine degli anni '80, è una serie di libri che fornisce le linee guida per la gestione dei servizi ICT. Consente alle aziende di allineare l'ICT al business, ma non prende in considerazione le tematiche di project management.
Il CobiT è stato sviluppato dai revisori dei sistemi informativi e si occupa in particolare dell'audit e del controllo dei processi ICT.
I due standard sono complementari: Itil descrive una serie di best practice e indica “come” arrivare a d erogare un servizio. Cobit, invece, indica “cosa” raggiungere identificando gli obiettivi da soddisfare, ma non spiega con quali modalità.
