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L'Ict non fa ancora breccia fra le Pmi
Indagini
L'Ict non fa ancora breccia fra le Pmi
Le piccole e medie imprese spendono in informatica 847 euro per addetto. Grande divario fra le piccole e le medie aziende, quest’ultime proiettate verso un innovativo circolo virtuoso. I risultati dell’indagine dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano.
31 Maggio 2007
Luci e ombre sull'adozione dell'informatica da parte delle piccole e medie imprese italiane. E se da un lato viene confermato il refrain che le Pmi sono mediamente orientate al contenimento della spesa It, dall'altro si allarga il divario fra le piccole ( 10-49 addetti) e le medie imprese (100-500), queste ultime proiettate verso un circolo virtuoso nell'adozione delle tecnologie It.

I risultati dell'Osservatorio permanente “L'ICT come leva strategica nelle PMI”, realizzato dalla School of Management del Politecnico di Milano su 1.060 aziende e giunto quest'anno alla quarta edizione, fotografa una realtà in grande evoluzione.

Ci troviamo in una situazione di forte transizione e cambiamento” ha commentato Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio ICT & PMI. “Circa il 55% delle imprese usa un'infrastruttura in evoluzione con un buon livello di aggiornamento, ma non completa e coerente. Ma c'è un 29% che continua a usare un'architettura embrionale e solo per il 16% delle Pmi si può parlare di infrastruttura evoluta”.

Per misurare la maturità Ict complessiva, i ricercatori del Politecnico hanno valutato sia la maturità applicativa (software e procedure in grado di supportare i processi aziendali in modo integrato) che quella infrastrutturale (client, server, storage, sicurezza, in termini di completezza, affidabilità e predisposizione all'aggiornamento).

Ebbene, mappando questi dati, si osserva che il 42% delle Pmi italiane è ancora “immaturo”: c'è scarsa maturità sia dal punto di vista dell'infrastruttura che delle applicazioni, solo nel 25% dei casi è presente un responsabile IT, il supporto informatico è ridotto alle attività essenziali, con spesa It molto ridotta (460 euro per addetto).

Solo il 12% delle Pmi è “lungimirante”, organizzato con una direzione It e spesa It elevata (1.354 euro per addetto). In particolare la spesa It passa da 760 euro per addetto (aziende con 10-49 dipendenti) a 1.200 (250-500 dipendenti), con una media di 847 euro.

Questo dato, in sé preoccupante, va però contestualizzato, nel senso che la quantità di piccolissime aziende sposta ovviamente l'ago della bilancia verso numeriche di investimento piuttosto basse. Se infatti si analizzano le aziende fra 100 e 250 dipendenti, si scopre che solo il 9% può essere classificato nella categoria “immature”, mentre il 34% appartiene alla zona virtuosa delle lungimiranti. “Le medie aziende - prosegue Mainetti - stanno ormai adottando logiche di investimento simili alle grandi: nel 26% dei casi abbiamo rilevato l'implementazione di un ERP internazionale, il 29% sta adottando sistemi di business intelligence. Capiscono la valenza dell'Ict e vogliono investire in tecnologie innovative”. Del resto nella quasi totalità (88%) delle medie imprese è presente una direzione It, percentuale che scende al 34% per aziende comprese fra 10-49 dipendenti.

Interessante è anche valutare come cambia l'intensità informativa a seconda dei settori merceologici. In base ai risultati dell'Osservatorio, alla categoria “limitata maturità Ict” appartengono i settori delle Costruzioni, Alimentare, Tessile, Arredo. Alla categoria “settori in transizione” troviamo il Metalmeccanico-Elettrico, Commercio, Alberghi, Ristorazione e Turismo, Trasporti-Logistica, Sanità. Istruzione ed Enti locali. Fra i settori “evoluti” prendono posto le Telecomunicazioni, Media, Informatica, Finanza-Assicurazioni, Chimica-Gomma-Plastica.

Per quanto riguarda le adozioni delle tecnologie, il Web continua a crescere, soprattutto nelle imprese di dimensioni maggiori. Le applicazioni più diffuse sono le intranet per i dipendenti (tasso di adozione comprese fra il 16% e il 53%) e le extranet (7-37%). “Il Web - conclude Mainetti - si sta sempre più diffondendo, ma anche qui notiamo la differenza fra le piccole aziende che nella maggior parte dei casi prevedono il solo sito istituzionale e le medie che hanno già implementato sistemi più evoluti”.

Il Sole 24 ORE S.p.A.

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