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Gplv3, finalmente la versione ufficiale
Software
Gplv3, finalmente la versione ufficiale
Dopo un cammino non certo facile, costellato da veti incrociati, Free Software Foundation rilascia la versione definitiva del nuovo modello di licensing.
03 Luglio 2007
Dopo mesi e mesi di discussioni e polemiche caratterizzate anche da toni decisamente accesi, Free Software Foundation ha rilasciato ufficialmente la versione finale della licenza GNU GPLv3, così commentando: "adesso saranno disponibili nuove armi in difesa del software libero. Queste nuove metodologie di difesa permetteranno di fronteggiare tutti i tentativi di rendere proprietario quello che è libero".

La pubblicazione dell'aggiornamento della licenza GPL non è stato un processo semplice. Ogni bozza, via a via resa pubblica, ha suscitato polemiche enormi.
Gli avvocati di alcuni colossi che sviluppano software proprietario hanno fatto notare come la nuova GPL possa esporre a problematiche giudiziarie.

Da parte sua FSF rigetta le argomentazioni osservando come nessuno sia obbligato ad abbracciare GPLv3 e che per ora sono state rese disponibili soltanto delle bozze facendo intendere come, secondo la loro opinione, la nuova licenza sia inattaccabile.

Free Software Foundation osserva come GPLv3 tuteli principalmente la libertà dell'utente permettendogli di modificare il software libero scaricato da Internet od incluso nei tanti dispositivi che già lo adottano.

FSF critica anche i modelli di "trusted computing" che la GPLv3 rigetta completamente. All'utente, secondo FSF, devono essere permesse modifiche sul codice e non gli può essere impedito di usare software "alternativo".

La nuova licenza GPL, di fatto, non impedisce l'uso della tecnologia DRM ("Digital Rights Management"), ad esempio, ma esclude - da parte degli sviluppatori - l'impiego di "paletti" atti a limitare il raggio d'azione dell'utente.

Linus Torvalds, "padre" di Linux, aveva aspramente criticato - nei mesi scorsi - la GPLv3 considerando la precedente versione della licenza "molto meno integralista". E' possibile, quindi, che sia proprio il sistema operativo del pinguino a restare per il momento ancora legato alla GPLv2.

Il Sole 24 ORE S.p.A.

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