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Corporate mobile management: parte 5 -  Il ruolo dei carrier
Approfondimenti
Corporate mobile management: parte 5 - Il ruolo dei carrier
Quello che i Cio devono sapere sugli operatori mobili: come trovare punti di integrazione fra l’offerta e le piattaforme enterprise di mobile management, sviluppando con i carrier una gestione "condivisa".
28 Settembre 2007

Per capire il ruolo che le aziende di telefonia mobile svolgono nella mobilità di impresa, si potrebbe dare un'occhiata al report annuale del 2006 di Research In Motion. In questo documento, Rim riporta che l'azienda “vende” i dispositivi Blackberry a un prezzo medio di 382 dollari. Nella realtà qualsiasi It manager compra questi dispositivi a un prezzo decisamente inferiore, se non addirittura gratis. Lo stesso discorso vale per altri brand come Nokia, Motorla, Samsung: il carrier mantiene un prezzo d'acquisto del dispositivo mobile molto contenuto chiedendo però la sottoscrizione di un contratto.

Questa constatazione ha molteplici ripercussioni nel caso del mobile device management. Il carrier infatti si aspetta di gestire su base giornaliera il dispositivo, il caricamento del software e "l'esperienza d'uso", come ad esempio:

  • Interfaccia utente. L'operatore mobile vuole spingere il suo look and feel sui dispositivi mobili in modo che gli utenti riconoscano il carrier già dall'interfaccia utente. Ciò include installazioni personalizzate di software, skin che riflettono le combinazioni di colore del carrier e strutture comuni del menu.
  • Ulteriori vendite. L'operatore mobile desidera vendere i servizi supplementari agli abbonati. Questi possono spaziare dai servizi ad alto-margine come MMS a musica ai contenuti video. Il carrier può voler indirizzare certi utenti a determinati tipi di servizi (per esempio, SMS/ messaging di testo) o a contenuti sul portale mobile del carrier stesso.
  • Pubblicità. I carrier possono offrire servizi di pubblicità a marchi consumer. La pubblicità mobile sta crescendo e gli operatori mobile possono generare revenue notevoli.
  • Limitazione nei servizi. In cambio della cessione del dispositivo, il carrier può anche limitare l'accesso di utente a software e a servizi di rete particolari. Questo spazia dai servizi VoIP (che competono direttamente con le offerte cellulari del carrier) ai contenuti e servizi offerti dai fornitori concorrenti. Attualmente, gli operatori mobili stanno sviluppando e implementando tool per permettere le seguenti possibilità.

Aggiornamenti "over the air"
OTA (Over The Air) è una tecnologia che consente di effettuare un device management “over the air” in modo che gli operatori possano aggiornare a distanza il software sui dispositivi mobili.OTA va al di là del semplice aggiornamento del software: arriva alla pubblicità di nuovi servizi, alla promozione di nuovi contenuti accessibili dagli utenti. L'operatore mobile può anche inserire una promozione sullo schermo principale del dispositivo. La tecnologia che sta dietro OTA è la specifica Device Management di Open Mobile Alliance (OMA DM ).Virtualmente, ogni smartphone evoluto oggi supporta questa specifica e ciò significa che gli operatori mobili sicuramente se ne avvarranno durante i prossimi mesi e anni.

La sfida per gli It manager
Possiamo capire perché i carrier desiderano - e persino necessitano - delle funzionalità OMA DM e OTA. È il loro business e vogliono massimizzare i profitti. Il mercato consumer rimane una priorità e i clienti aziendali sono lasciati un po' in disparte. La sfida per i dipartimenti It è duplice: trovare i punti di integrazione fra OMA DM e le piattaforme aziendali di mobile management e sviluppare con diversi carrier un insieme regole per la gestione “condivisa”.

OMA DM si basa sulll'idea che esistano più parti (il carrier e l'impresa utente) che gestiscono un singolo dispositivo mobile, ma la specifica è stata progettata senza la partecipazione da parte delle imprese principali, dei fornitori di enterprise o mobile management. iAnywhere di Sybase non è stato coinvolto. E non c'erano nemmeno i team di Hp OpenView, di CA Unicenter o di BMC Patrol. Come risultato abbiamo soltanto un piccolo gruppo di fornitori che vendono ai carrier e che progettano una specifica per soddisfare le priorità dei carrier stessi.

Ciò detto, OMA DM è una realtà e viene implementata oggi. Ma per come è progettata, OMA DM non offre la semplicità di un Wi-Fi. Ogni carrier impiegherà OMA DM in un modo un po' differente, definendo i punti di demarcazionee e di passaggio di responsabilità nei termini contrattuali. Questi punti sono importanti perché specificano i permessi che avranno sia il carrier sia l'impresa, rispondendo a domande come:

  • Chi aggiorna il sistema operativo?
  • Chi può installare il software? Di che tipo?
  • Chi controlla le configurazioni Wi-Fi?
  • Cosa accade quando le configurazioni della rete del carrier e dell'impresa sono in conflitto?
  • L'impresa può “bloccare” autonomamente il dispositivo? O può farlo il carrier?
  • L'impresa può impedire agli utenti di accedere ai servizi specifici del carrier? In che circostanze?
  • Come sono risolti i conflitti fra le autorità di amministrazione?
  • Cosa accade quando l'operatore mobile desidera effettuare il push di una promozione su un gruppo di lavoratori mobili?

E così via. L'aggiornamento di OTA (e specificamente di OMA DM) solleva numerosi problemi per l'impresa che i carrier promettono di risolvere. OMA ha sinora svolto un lavoro molto buon con la specifica, ma ci sono molti problemi che alcuni fornitori dei carrier non potranno mai risolvere senza coinvolgere le imprese e i vendor a cui si rivolgono tali imprse.

Gli scenari futuri
Lo scenario più probabile - almeno a breve e medio termine - è quello che ogni carrier implementerà in modo un po' diverso OMA DM e definirà e cercherà di "negoziare" le limitazione sul controllo del dispositivo.

Per esempio, un carrier consentirà al dipartimento It di esercitare la completa autorità dell'amministrazione sul dispositivo mobile, ma questo richiederà l'uso di una piattaforma proprietaria; nel frattempo, un altro carrier permetterà che l'impresa impieghi una piattaforma proprietaria, ma a un costo stabilito.

In altre parole, preparatevi (1) a pagare la possibilità di portare i vostri dispositivi sulla rete o (2) a gestire i dispositivi offerti sotto costo del carrier di cui avrete bisogno per fornire determinati servizi agli utenti che desiderano avvalersene.

Questo non è un aspetto prettamente tecnologico. Le piattaforme per il mobile device management aziendale possono già gestire le stesse caratteristiche dell'OMA DM e alcune di tali piattaforme dispongono già del client software di OMA DM. Il “challenge” con il carrier sarà di definire chi fa che cosa e in quale circostanza. Le capacità condivise di OTA prenderanno la strada del service-level agreement (SLA) e le organizzazioni It gestiranno numerosi OTA condivisi attraverso diversi carrier.

Il Sole 24 ORE S.p.A.

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