Una risposta univoca non c'è. In diversi casi pianificare è sinonimo di non agire, almeno quando pianificare significa fermarsi. E spesso è preferibile una pianificazione più estemporanea: fate in modo che le cose procedano, valutate la direzione e fate man mano le dovute modifiche. Poi andate avanti e ripetete tutto da capo, fino al termine del progetto.
Il problema è che molti manager preferiscono vedere un project plan dall’inizio alla fine, anche se quanto gli state mostrando è solo frutto della vostra immaginazione. In qualche modo un project plan completo li rassicura, nonostante in realtà non sia del tutto attendibile.
La probabilità di non rispettare una scadenza cresce esponenzialmente più è lontana la data perché tutti i fattori che provocano variabilità in un progetto software con il tempo si accumulano.
Quindi, come potete fare? La risposta è piuttosto semplice: non fate progetti monolitici. Regolate il livello di dettaglio in base a quanto in là volete andare. Dovete avere sempre un piano molto dettagliato per le successive due o tre settimane: è un intervallo di tempo ragionevole per sapere quale sarà il tempo a disposizione e cosa dovrà essere fatto. Questo è l’ambito nel quale potete fare delle previsioni su ciò che avverrà.
Le attività che sono lontane più di tre settimane ma meno di tre mesi devono essere pianificate in generale. Definite le date in maniera più dettagliata una volta che ricadono nell’intervallo delle tre settimane.
Qualsiasi cosa sia oltre i tre mesi è caratterizzato da tempi molto generici: è più sensato limitarsi a definire le cose che dovranno essere fatte e arrivarci il più in fretta possibile. Una volta che queste attività ricadono nella finestra dei tre mesi, allora potete iniziare una vera e propria pianificazione.
