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Quale sarà il futuro del Cio?
Opinioni
Quale sarà il futuro del Cio?
Sei importanti analisti di mercato delineano lo scenario in vista del 2008. Collaborazione, comunicazione, capacità di gestire il business saranno fondamentali.
13 Dicembre 2007

Sul ruolo del Chief Information Officer si interrogano da tempo attori del mercato, analisti, operatori, utenti.Un ruolo in bilico fra tecnologia e organizzazione, fra gestione operativa e strategia. In questo articolo sei importanti analisti nazionali e internazionali delineano lo scenario in vista del 2008.

FORRESTER RESEARCH - Diego Lo Giudice, Principal Consultant Emea
Un futuro brillante aspetta i Cio poiché l'It sta diventando sempre più pervasiva nel business aziendale. Ogni aspetto delle grandi aziende è sempre più caratterizzato dalla tecnologia presente nell'azienda stessa, dalle operazioni di business incentrate sulle applicazioni, alle interazioni Internet-based con clienti e fornitori. Sebbene oggi, solo poche aziende riconoscono le implicazioni di questo trend, entro cinque anni la maggior parte realizzerà che la “Business technology” (Bt) è fondamentale per ottenere risultati di business. Le grandi aziende accoglieranno il potenziale competitivo della tecnologia e gestiranno in modo attivo il suo utilizzo.

Questo cambiamento impatterà di certo sul ruolo del Cio, forse non al punto di produrre un cambiamento del titolo (da Chief information officer a Chief business Officer), ma il lavoro del Cio sarà certamente influenzato.

Il focus del Cio sarà quello di occuparsi di offerte che vadano a rafforzare i risultati di business, la flessibilità e la configurabilità, per cui occuperà un posto sempre più vicino ai business stakeholder. Per fare ciò, sarà importante che acquisisca una forte competenza anche sul business.

Detto questo, il passaggio dei Cio per diventare più orientati alla Business technology avverrà a velocità differenti e con differente forza nelle diverse realtà. Nelle aziende dove il ruolo del Cio è più focalizzato sull'It, come una utility company, il processo di cambiamento del Cio sarà più lento o potrebbe non avvenire mai (ad esempio in alcune aziende manifatturiere il compito dell'It è di far andare avanti la fabbrica, per analogia, simile al ruolo dell'energia elettrica).

Nelle aziende in cui la funzione dell'It è quella di un service provider, il processo di cambiamento dell'It e del Cio verso la Business technology potrebbe essere più veloce (ad esempio nelle aziende energetiche dove tipicamente business e It concordano sostanzialmente con i servizi e il livello di prestazioni).

In conclusione, il nuovo punto di arrivo di molti Cio sarà di guidare una It che si pone verso il business come “partner”: ad esempio aziende fornitrici di servizi finanziari, media e le nuove business venture interamente basate sull'It saranno le prime a effettuare questo shift.

GARNER GROUP - Regina Casonato, Managing Vp Information Infrastructure e Country Leader Italia
Gartner ha condotto in merito uno studio con Forbes su come il Ceo vede il Cio, chiedendogli, in particolare, quali sono le precise responsabilità del Cio oggi e quali saranno fra cinque anni. C'è stata la conferma che il ruolo è quello di presidiare i sistemi tecnologici, ma è emersa anche l'aspettativa che questa figura si occupi sempre di più di altre cose. Infatti, una serie di dati, molto significativi, trasmette messaggi di cambiamento che riguardano in particolare tre fronti sui quali il Ceo si aspetta l'intervento del Cio:

  • Gestire l'informazione come un asset strategico, rendendola fruibile nei processi decisionali.
  • Impegnarsi per capire come l'It possa abilitare una migliore produttività ed efficienza delle persone, all'interno dell'organizzazione.
  • Il terzo fronte è l'innovazione.

E tutto questo è necessario perché sempre più i vendor si trovano a dover interagire con figure che non sono It, ma sono uomini di business o Cfo, per cui si possono creare delle situazioni di potenziale conflitto all'interno dell'organizzazione: in particolare alludo al fenomeno dei modelli alternativi di delivery dell'It. Infatti, una business unit oggi sempre più può trovarsi davanti degli interlocutori agguerriti, come quelle società che offrono direttamente, pagando una quota, competenze e servizi in modo autonomo e anche più veloce rispetto all'It aziendale.

Sicuramente le business unit stanno crescendo, non solo presentando le loro esigenze nei confronti dell'It, ma anche nelle modalità con cui si stanno guardando attorno: se non trovano una risposta interna in grado di soddisfarle, si possono rivolgere all'esterno. Per cui un grande cambiamento che coinvolge la funzione It va, innanzitutto, nella direzione di comprendere sempre meglio il business dell'azienda, tant'è che alcune responsabilità all'interno dell'It vengono assegnate a persone di business, che non hanno nemmeno le competenze specifiche sull'It, ma di business.

La possibilità dell'It di essere presente nell'attività di business dipende, dunque, dalla capacità di dare risposte e soluzioni nei tempi in cui il business si aspetta, e offrire nuove competenze. Quindi organizzazione, comprensione del business e nuove aspettative sono i tre fronti su cui il Cio dovrà confrontarsi, per non diventare una figura irrilevante all'interno dell'azienda.

IDC - Fabio Rizzotto, It Reasearch Manager
Il ruolo del responsabile It sta cambiando in virtù di nuove competenze richieste o di una trasformazione di quelle esistenti. Il Cio affianca, pertanto, le linee di business in un percorso di adeguamento che rafforza il legame tra il servizio (It) e i processi (business).

Variabilizzazione dei costi e flessibilità dei sistemi It sono passaggi indispensabili per la futura figura del Cio e per un ruolo più strategico all'interno delle organizzazioni. In questo percorso evolutivo, i Cio si sentono misurati anche sulla capacità “comunicativa” e di “collaborazione” con le linee di business.

NETCONSULTING - Giancarlo Capitani, Amministratore Delegato
Il ruolo del responsabile It sta, in questi ultimi anni, rapidamente mutando. Al Cio non vengono, infatti, richieste solamente competenze per la gestione delle operation, che viene spesso vissuta dagli utilizzatori aziendali come un servizio dovuto e verso il quale, malgrado gli sforzi significativi che richiede, il Cio può solo ricercare guadagni di efficienza.

Quello che il Cio deve oggi incorporare all'interno delle strutture It è, da un lato la capacità di governo e di vision che permette di gestire l'introduzione di innovazioni e dall'altro quella di essere in grado di rispondere a una domanda in chiave business, che proviene sia dai responsabili di funzione sia dal top management. L'approccio del responsabile sistemi informativi deve diventare sempre più funzionale alle logiche di business.

In questo senso la qualità e la consistenza delle informazioni e la loro distribuzione mirata diventa un punto di focale rilevanza. Solo la presenza contemporanea di tutti questi ingredienti permetterà al Cio di essere riconosciuto all'interno dell'azienda come business & technology innovator, come figura, cioè, capace di supportare innovazioni di processo, di prodotto e organizzative e, quindi, di abilitare la crescita della propria azienda.

SIRMI - Maurizio Cuzari, Amministratore Delegato
L'It manager si caratterizza sempre più per un mix di competenze e qualità, inerenti non solo alla sfera tecnologica: non serve tanto una figura dedicata allo scouting tecnologico, un esperto di prodotti, uno specialista in tecnologie quanto, piuttosto, una risorsa che sappia supportare ad ampio spettro gli utenti e che sappia indirizzare le scelte tecnologiche aziendali con il fine di implementare soluzioni utili per il business aziendale. In altre parole, il responsabile It possiederà sempre più:

  • Propensione al cambiamento e capacità di “visione”;
  • Capacità di comunicazione, per trasferire il valore delle proposte e dei progetti con i giusti argomenti ai giusti livelli gerarchici (per azioni di “marketing interno”);
  • Capacità consulenziale e progettuale, per essere in grado di comprendere le esigenze e accogliere le richieste degli utenti finali, tradurre l'applicazione della tecnologia in soluzioni concrete, affrontando e comunque supportando anche processi di change management;
  • Capacità di gestione del cambiamento, per creare le condizioni favorevoli al verificarsi del processo virtuoso che coinvolge da un lato lo sviluppo della conoscenza e delle competenze tecnico-scientifiche degli utilizzatori, dall'altro la capacità e volontà di investimento da parte del management.

Con questo, Sirmi non immagina un responsabile dei sistemi informativi stratega, né solo visionario, ma nemmeno solo gestore di tecnologie. Si immagina un professionista capace di entrare appieno, con il supporto dei suoi colleghi responsabili di funzione, nella comprensione delle dinamiche della propria azienda e del suo mercato di riferimento, e in grado di far in modo che la complessità tecnologica insita nel digitale rimanga a monte, mascherata e adeguatamente gestita, e si trasformi a valle, sui suoi destinatari interni ed esterni all'impresa, in semplicità estrema dell'uso delle funzioni da essa stessa abilitate.

YANKEE GROUP - Camille Mendler, Vice President Enterprise Research
Se un crescente numero di decisioni d'acquisto viene preso esternamente alla struttura It, ne consegue che il ruolo di questa funzione aziendale rischia di restare sempre più compromesso. E così anche quello del Cio. Per forza di cose, la realtà attuale vede le organizzazioni It focalizzate per almeno metà del loro tempo su temi come manutenzione e upgrade e, comunque, la maggior parte del tempo dei professionisti delle divisioni It viene trascorso occupandosi di questioni tattiche e non dei temi strategici, vicini alle criticità di business, che favorirebbero un migliore allineamento con l'esecutivo aziendale.

Per contrastare una realtà sempre più attenta al proprio ruolo, non è più solo necessario che i Cio facciano bene il proprio lavoro, ma è fondamentale che sappiano anche trasformarsi in ottimi comunicatori. È auspicabile, infatti, che perseguano con mezzi idonei nuove iniziative di comunicazione, delle vere e proprie campagne di informazione, tese a dimostrare il ruolo strategico dell'It aziendale, a costruire consensi e a riaffermare la propria autorevolezza.

Il Sole 24 ORE S.p.A.

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