Come si può calcolare il ritorno dell'investimento di un progetto di virtualizzazione? Esistono metriche già definite?
Non esistono regole univoche per determinare i costi e il Roi (Return on Investment) di un progetto di virtualizzazione, perché questi dipendono da parametri che variano molto in funzione del tipo di organizzazione, dei suoi processi interni e del tipo di applicazioni software utilizzate.
Per un'analisi dettagliata è, quindi, necessario eseguire un assessment dell'infrastruttura fisica, delle applicazioni e dei livelli di servizio richiesti (business continuity, e via dicendo). Tali dati si possono poi elaborare tramite specifici strumenti di calcolo del Roi, che in base a variabili come costo dello spazio, dell'alimentazione, del raffreddamento, della manutenzione, del numero degli It manager da impiegare, permettono di confrontare i costi delle diverse soluzioni e il tipo di ritorno fornito da ciascuna.
Secondo VmWare, il risparmio di corrente elettrica legato all'alimentazione e al raffreddamento dei server può solitamente essere valutato su base annua in qualche migliaio di euro. Senza contare il risparmio sulla quantità di cavi di rete e fibra che aumentano la complessità e il costo dei cablaggi, o il costo dello spazio occupato dalla sala macchine. Parlando di tempi, in media per i progetti di virtualizzazione con Vmware si ottiene un Roi in circa sei, sette mesi, affermano i responsabili della società.
In ogni caso, il criterio base di valutazione è legato all'uso migliore dell'hardware acquistato: secondo le stime di Novell si può passare da utilizzi medi del 5-10% a utilizzi in ambiente virtualizzato del 70-80%.
Un altro criterio, meno misurabile, è poi legato alla flessibilità di business: ad esempio, negli ambienti virtuali vengono realizzati servizi di disaster recovery che consentono di ripristinare l'operatività in tempi più stretti.
