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Virtualizzazione, come valutare le licenze e il supporto tecnico
Gestione ambienti virtuali
Virtualizzazione, come valutare le licenze e il supporto tecnico
Il passaggio da un ambiente fisico a uno virtuale comporta notevoli vantaggi, ma obbliga anche a un’attenta analisi delle policy attuate dai vendor di riferimento per poi non ritrovarsi senza assistenza
24 Giugno 2008

Quando si migra verso un mondo virtuale, il sistema operativo, il licensing delle applicazioni e il supporto diventano più complessi e meno definiti rispetto a un ambiente con server fisici. Le organizzazioni che si apprestano a implementare un'infrastruttura virtuale dovrebbero esaminare i sistemi operativi, le applicazioni e le suite di applicazioni in uso in tutta l'organizzazione per valutare l'impatto che un'infrastruttura virtuale potrebbe avere su di loro. Questo articolo tratta delle (troppo spesso trascurate) questioni che attorniano il sistema operativo, il licensing delle applicazioni e il supporto del fornitore in un datacenter virtuale.

Sistema operativo e licensing delle applicazioni
Mentre molti software vendor se la sono presa comoda nel comunicare i dettagli inerenti le licenze necessarie a far girare i loro applicativi in un'infrastruttura virtuale, altri hanno iniziato a impostare precise policy di virtualizzazione.

Per esempio, Microsoft ha definito le sue politiche di licensing di Windows Server per qualsiasi ambiente di virtualizzazione (utilizzando il software di virtualizzazione server di VMware, Microsoft e Xen) nel seguente modo: la licenza di Microsoft Windows Server consentirà di avviare contemporaneamente un determinato numero di istanze “attive” del sistema operativo virtuale su un singolo dispositivo hardware - server fisici, blade, ecc - e un numero illimitato di istanze “non attive”. In particolare, Windows Server Enterprise Edition consente di eseguire fino a quattro istanze di Windows su un sistema fisico, mentre Datacenter Edition permette un numero illimitato di macchine virtuali Windows concorrenti su un server fisico. Microsoft propone online un tool di calcolo per stimare il numero di licenze e i costi coinvolti nella gestione delle varie edizioni di Windows Server in qualsiasi ambiente virtualizzato - Windows Server - virtualization licensing calculation tool.

Nelle linee di prodotto del software Microsoft, le politiche di licensing variano significativamente in funzione dell'applicazione considerata. Per esempio, Microsoft ha cambiato il licensing di SQL Server per supportare una politica di licenze più in linea con quella di Windows Server Datacenter Edition.

Gli utenti che stanno migrando verso un approccio virtuale client devono considerare gli aspetti delle licenze inerenti il software client e le applicazioni (per esempio, Windows XP e Microsoft Office). Dal momento che ogni desktop virtuale richiede una propria licenza per il sistema operativo e il software applicativo, a seconda del vostro accordo con Microsoft si potrebe prevedere l'acquisto di copie fisiche di Windows XP e di ogni altra applicazione desktop solo per ottenere le licenze richieste, anche se le macchine virtuali saranno probabilmente installate a partire da immagini masterizzate.

Come gli altri fornitori, Oracle propone un proprio modello originale di licenza basato sul numero di CPU fisiche o core di processori disponibili su singolo socket fisico. Anche dopo l'annuncio di Oracle/VM, Oracle continua con questa politica di virtualizzazione. Altri ISV legano il licensing di un'applicazione al numero di processori virtuali a cui l'applicazione ha accesso. Alcune licenze sono invece basate sul numero di socket di processori - indipendentemente dai core - disponibili nel dispositivo hardware.

L'approccio al licensing della virtualizzazione delle varie applicazioni degli ISV continua ancora a essere molto vario. Quando iniziate a chiedere ai vostri fornitori informazioni sulla concessione di licenze e sulla virtualizzazione, è possibile scopriate che i vostri vendor di riferimento non dispongano ancora di chiare politiche per le infrastrutture relative a questo nuovo modello.

Con l'incremento della diffusione della virtualizzazione, grazie all'ingresso nel del mercato di nuovi fornitori (ad esempio Citrix/Xen e Microsoft in aggiunta a VMware), e attraverso le offerte OEM come gli embedded hypervisor tipo ESX 3i e Xen OEM edition, un maggior numero di ISV dovrà obbligatoriamente far evolvere le proprie politiche. Per coloro che non lo faranno, i costi del virtual licensing potrebbero rappresentare un altro buon motivo per spingere gli utenti verso l'open source.

Il supporto delle applicazioni
In generale, i vendor hanno affrontato con una certa lentezza anche le questioni che riguardano il supporto e le implementazioni delle applicazioni in un mondo virtuale (comunque, anche se in via non formale, le grandi imprese clienti con contratti di supporto hanno più probabilità di ottenere una migliore assistenza). Ufficialmente, Microsoft non offre supporto per i suoi sistemi operativi in ambienti virtuali diversi dai propri. Questo ha limitato il supporto riconosciuto al solo Microsoft Virtual Server perché è l'unica piattaforma di virtualizzazione di server di Microsoft al momento disponibile.

Pertanto, insieme ad altri fornitori, Microsoft potrebbe dirvi, quale media organizzazione, che dovreste riprodurre le vostre anomalie in un ambiente fisico per poter ottenere un supporto. Ciò richiede di eseguire una migrazione da virtuale a fisico, usando un software come PowerConvert di PlateSpin per la migrazione di un server virtuale a un server fisico, e quindi finalmente poter chiedere il supporto.

La virtualizzazione può essere l'ultimo impulso necessario a porre i fornitori di fronte all'esigenza di supportare i propri prodotti in ambienti eterogenei. Questo metterà ulteriore pressione sui gruppi di supporto tecnico del vendor, perché hanno bisogno di capire in che modo lavorano le varie tecnologie di virtualizzazione assieme alla propria offerta e quali sono le configurazioni ottimali affinché le loro applicazioni funzionare bene.

Le organizzazioni IT necessitano di esercitare pressioni sugli ISV del sistema operativo e del software applicativo al fine di ottenere il supporto dei prodotti in un mondo virtuale. Prima di passare a un'infrastruttura virtuale, dovreste avere una chiara conoscenza delle policy attuate da tali ISV nel supporto del software all'interno di in un'architettura virtuale. Il supporto (o la sua mancanza) da parte del vostro ISV può avere un impatto significativo sull'evoluzione della vostra implementazione virtuale.

In risposta alla domanda dei clienti di supporto al funzionamento di Windows con un qualsiasi software di virtualizzazione, Microsoft ha annunciato il nuovo Server Virtualization Validation Program, che inizierà nel mese di giugno 2008. Esso permetterà ai fornitori di virtualizzazione di testare autonomamente e validare taluni requisiti tecnici del proprio software di virtualizzazione con Windows Server 2008 e le precedenti release di Windows Server. Microsoft quindi offrirà un supporto tecnico cooperativo ai clienti che eseguono Windows Server con software di virtualizzazione server validato non Windows.

Priorità differenti nei mondi virtuali
Purtroppo oggi non esistono ancora precisi standard per la concessione di licenze o per il supporto in ambienti virtuali. Assicuratevi di capire bene il licensing e le policy di supporto attuate dai vendor e inerenti l'uso del vostro sistema operativo e delle vostre applicazioni in macchine virtuali (comprese le concomitanti opzioni di licensing virtuale). Anche all'interno delle proprie linee di prodotto, ogni fornitore può avere politiche differenti sia per la concessione di licenze sia per il supporto nel mondo virtuale. E tutte queste, naturalmente, sono soggette a cambiamenti.

Il Sole 24 ORE S.p.A.

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