
La crescita globale e il fatturato sono un importante barometro. Secondo Gartner Group, le revenue worldwide dei sistemi di database management hanno superato i 15 miliardi di dollari. Di solito, quando si pensa agli ambienti Windows, Linux e Unix, vengono in mente alcuni database come:
- Windows - SQL Server
- Linux - Mysql
- Unix - Oracle
Con Unix, questo può variare in una certa misura - a volte dipende dalla distribuzione che ha deciso di utilizzare il produttore di hardware. Per esempio, se è stato montato lo Unix di IBM, AIX, sarebbe più opportuno usare un database di IBM, DB2 o Informix, rispetto a quando si utilizzano Sun Solaris o HP-UX di HP.
Nel complesso, Oracle continua a dominare la quota di mercato con oltre il 48% di share globale. IBM detiene la seconda posizione numero, grazie soprattutto a DB2, e Microsoft è terza con SQL Server.
Per quanto riguarda i sistemi operativi interessati, Oracle, che detiene una quota di mercato superiore rispetto ai suoi due più diretti concorrenti, stabilisce le direttive per i mondi Unix e Linux, Microsoft per il mondo Windows e IBM per quello mainframe.
Tutti gli altri vendor si aggiudicano l'8% di share globale.
La quota di mercato è davvero così importante?
Sebbene soprattutto i tecnici potrebbero non amare la risposta, senza dubbio la quota di mercato è un elemento rilevante. Il database che ha la maggiore quota di mercato di solito è anche quello che ha maggiori risorse per offrire un servizio puntuale di assistenza e di supporto.
E' un fatto, ad esempio, che ci siano più database administrator di Oracle che non DBA di Sybase. Oracle ha più di 7.000 professionisti che si occupano del supporto in 145 paesi diversi. Per una società globale che deve fornire supporto per sistemi Windows, Linux e Unix, una simile presenza capillare è un aspetto chiave.
Parlando ancora di Oracle, esaminiamo il suo supporto per Linux, forse l'area che fa la vera differenza tra la società e tutti gli altri concorrenti. Oracle ha oggi una propria distribuzione Linux, Oracle Enterprise Linux, che è basata su Red Hat Linux ed è simile a CentOS. Oracle utilizza il codice sorgente RHEL disponibile secondo i termini stabiliti dalla GNU General Public License.
Oracle supporta Linux anche attraverso il suo Oracle Unbreakable Linux Program. Questa iniziativa prevede il supporto, la gestione dei sistemi, cluster software e i test a un costo inferiore di quello richiesto da Red Hat ed è stata pensata proprio per competere con la stessa Red Hat. Attraverso questo programma, i clienti Oracle possono ottenere l'accesso gratuito a Oracle Enterprise Manager 10g, che è composto di Oracle Management Server (OMS) e da altri agenti di gestione.
Oracle ha anche dato un importante contributo a Linux nel corso degli anni, in particolare attraverso Oracle Cluster File System, che ora è parte del kernel Linux 2.6.16.
Che dire della società in sé? Oracle gestisce su Linux tutta la sua attività di outsourcing, Oracle On Demand, così come i suoi sistemi demo riservati ai potenziali clienti. Inoltre, fa girare su Linux l'intero sistema di posta elettronica worldwide e ha più di diecimila server Linux nel proprio data center.
In realtà, lo sviluppo di tutte le sue principali applicazioni, compresi il suo Database e Oracle E-Business Suite, è fatto in Linux. Infine, tutti i suoi interni sistemi Linux sono supportati dai suoi team di supporto Linux come parte dell'Unbreakable Linux Program.
La proposta database di IBM
Originariamente, DB2 era disponibile esclusivamente su mainframe IBM; durante gli anni '90 è stato introdotto su altre piattaforme tra cui OS/2, Unix, Windows e, più di recente Linux. Anche Informix, che è stata acquisita da IBM nel 2001, funziona su tutte le predette piattaforme. Il supporto di Linux di IBM non è secondo a nessuno. La società ha investito oltre 1 miliardo di dollari nello sviluppo di Linux nel corso degli anni e attualmente supporta oltre 500 diversi prodotti software per Linux.
IBM ha di recente annunciato l'Open Collaboral Client Solution (OCSS), una partnership con Novell, Red Hat e Canonical (Ubuntu). L'obiettivo è di consentire agli utenti di avere Lotus assieme alle distribuzione Linux. Nonostante DB2 e Informix siano solidi database, non hanno ottenuto dagli utenti lo stessa accettazione di Oracle. E per ambienti eterogenei l'accettazione è un fattore essenziale.
Merita una menzione anche Teradata, ex divisione di NCR che nel 2007 ha subito uno spin off con l'intento di avere un sistema di elaborazione parallela significavo per le applicazioni di Datawarehouse. Teradata gira su Unix, Windows o Linux (SuSE). Il sui maggiori concorrenti sono Oracle, IBM e Sybase. Teradata ha introdotto il supporto per Linux nel 2005 attraverso una partnership con Novell. Teradata propone un prodotto di nicchia che si indirizza al mercato high-end ma non può fare affidamento sulla medesima accettazione universale di un Oracle o di un DB2.
Ovviamente dobbiamo menzionare anche SQL Server. Se utilizzate Windows, ovvia questa è chiaramente un'opzione da considerare. Se invece utilizzate Linux o Unix, SQL Server non è adatto alle vostre necessità. E questo aspetto per noi lo taglia fuori dal mix dell'offerta.
In conclusione, Oracle ottiene la nostra preferenza perché il suo database è il migliore per gli ambienti eterogenei. Ha la quota di mercato, la capacità tecnica, un adeguato supporto a livello mondiale e una maturità da poter essere integrato praticamente in ogni architettura.
